Il trionfo del lavoro povero: nei primi otto mesi del 2021 l'85% dei nuovi contratti è a termine

 Da Gennaio ad Agosto l’85% delle attivazioni si riferisce a lavori precari: contratti a termine, in somministrazione, stagionali e intermittenti.

L’aggiornamento mensile dell’Osservatorio sul mercato del lavoro in Italia ci offre uno spaccato del nostro paese. Da Gennaio ad Agosto l’85% delle attivazioni si riferisce a lavori precari: contratti a termine, in somministrazione, stagionali e intermittenti.
 
Invece la differenza tra le cessazioni di lavoro a tempo indeterminato e le attivazioni è negativo, e solo con le trasformazioni il saldo diventa leggermente positivo.
 
Traduciamo: la maggior parte del lavoro creato è precario e povero.
 
Questo trend è in crescita da anni ed é ormai chiaro a tutti che siamo di fronte a politiche fuori dalla realtà, capaci soltanto di distruggere il tessuto sociale ed economico del Paese.
 
Anche il Fondo Monetario Internazionale, non proprio dei maoisti-leninisti, ha fatto mea culpa a riguardo. Hanno ammesso di aver sbagliato. Nuovi papers hanno dimostrato che non c’è alcuna correlazione tra flessibilità del mercato del lavoro e l’aumento dell’occupazione. Non c’è alcuna evidenza empirica che l’aumento della flessibilità faccia diminuire la disoccupazione.
 
Ma in Italia ci è imposta una narrazione stucchevole e fasulla con cui si racconta che va tutto bene. Che la crescita dell’economia non è solo un rimbalzo con cui stiamo recuperando le perdite dovute alla pandemia. Che tutti stiamo beneficiando di questa “ripresa” e della solidità del governo Draghi.
 
Non è così però.
 
La pax draghiana impedisce ai partiti di parlare. E’ tutto felicemente anestetizzato. Va tutto benissimo, soprattuto per quelli per i quali i salari bassi sono proprio un buon affare.
 
È per questo che bisognerebbe subito tornare ad occuparsi seriamente della politica e delle esigenze del PAESE REALE. E’ per questo che ci stiamo impegnando, insieme ad altri, per introdurre un salario minimo. Una misura che può realizzare una crescita generalizzata degli stipendi.
 
É ora di aprire gli occhi e guardare in faccia la realtà. Serve un drastico cambio di rotta e la fine di una politica basata su false promesse.